Spalla Instabile

La spalla instabile : un problema da non sottovalutare

spalla instabileLa spalla, data la sua anatomia, consente una mobilità superiore a quella di qualsiasi altra articolazione del corpo. Quest'articolazione sacrifica la stabilità per la mobilità: ne risulta, quindi, che il maggior numero di lussazioni articolari è alla spalla.

Per lussazione e sublussazione di spalla si intende, rispettivamente, la fuoriuscita totale o parziale della testa omerale dalla cavità glenoide.

Il termine "instabilità di spalla" viene utilizzato sia per indicare sia lussazioni, sia sublussazioni sia una lassità patologica dell'articolazione.

Spesso la spalla si lussa per un evento traumatico o per microtraumi ripetuti nel tempo che portano a episodi sintomatici di sublussazioni che danno origine a un quadro d'instabilità cronica di spalla. I sintomi in caso di lussazione sono impossibilità di movimento, il braccio extra-ruotato che scende lungo il corpo, un dolore forte e la perdita, alla palpazione, della caratteristica rotondità della spalla.

La diagnosi spesso è immediata, poiché il danno articolare è visibile a occhio nudo o comunque palpabile. Tuttavia per avere un quadro clinico completo è bene sottoporsi, prima e dopo il riposizionamento, ad indagini diagnostiche come radiografie e risonanza magnetica.

La patologia ha maggiore incidenza fra i 20 e i 40 anni, più negli uomini che nelle donne, ed è in relazione con l'esecuzione di certe attività sportive (chi svolge sport che comportano elevazione del braccio sopra la testa è più a rischio) e lavorative.

L'instabilità recidivante è il problema più frequente dopo una lussazione. Più l'età del paziente è bassa e più intensa è la sua attività, più facilmente si potrà andare incontroa delle recidive, cioè a nuovi episodi di lussazione.  Qualora il trattamento conservativo non fosse sufficiente, sarà l'ortopedico a decidere, sulla base anche di alcuni fattori quali l'età, il lavoro o l'attività sportiva svolta, se ricorrere all'intervento chirurgico, che viene eseguito in artroscopia e ha buoni risultati.

All'intervento deve comunque seguire un intenso programma riabilitativo post-chirurgico. Il trattamento fisioterapico, in entrambi i casi, segue le stesse linee generali:

  • RECUPERO DEL ROM (del movimento)
  • RECUPERO DELLA STABILITÀ
  • RINFORZO MUSCOLARE
  • RECUPERO FUNZIONALE

Nella primissima fase importante è la riduzione e risoluzione della sintomatologia dolorosa. A tale scopo oltre la terapia farmacologia e l'applicazione di ghiaccio, risulteranno utili anche alcune terapie fisiche quali: l'Ultrasuono, la Tecarterapia e la Laserterapia.

Durante questa fase, detta di immobilizzazione, il paziente dovrà limitare i movimenti che evocano dolore all'articolazione e quelle posizioni che rischiano una nuova lussazione (rotazione esterna, abduzione). A volte è necessario anche un tutore. Il fisioterapista sulla base di un protocollo progressivo aiuterà il paziente a recuperare l'escursione articolare e quindi i movimenti della spalla.

Contemporaneamente si eseguiranno esercizi di rinforzo dei gruppi muscolari che stabilizzano la spalla. Oltre al rinforzo importante è eseguire esercizi di allungamento della capsula articolare. Gli esercizi che si possono eseguire già nelle prime fasi sono quelli pendolari, tipo Codman: in piedi flettere il busto in avanti appoggiandosi con l'arto sano su un supporto (ad es. un tavolo); rilassare i muscoli della spalla lesionata e dondolare l'arto dolcemente avanti/indietro, internamente/esternamente con movimenti circolari in senso orario/antiorario ed aumentando gradualmente l'ampiezza del cerchio.

Durante questi movimenti bisogna mantenere i muscoli quanto più rilassati possibili. Ogni movimento va ripetuto 10-15 volte.
Si potrà poi passare ad altri esercizi di rinforzo con gli elastici effettuando movimenti di flesso-estensione e di rotazione interna ed esterna. Una volta che la spalla avrà riacquistato la sua normale potenza, forza, resistenza ed elasticità è opportuno e doveroso continuare con un programma di esercizi di mantenimento che mostrerà il fisioterapista.

In conclusione, si può affermare che per ripristinare una normale funzionalità della spalla bisogna recuperarne la stabilità. Per riuscire in questo la base di qualsiasi programma riabilitativo deve consistere nel rinforzo muscolare, in particolare cuffia dei rotatori e nella coordinazione tra movimenti della scapola e movimenti dell'omero. Quindi sia che ci si sottoponga o meno all'intervento chirurgico, un ruolo fondamentale risiede nella fisioterapia.

Elena Raveggi
Fisioterapia e Riabilitazione
Physiolab Roma