Tendinite del capo lungo del bicipite

tendinite-capo-lungo-bicipiteLa tendinite del capo lungo del bicipite è l'infiammazione del tendine del capo lungo del muscolo bicipite brachiale.

Il muscolo bicipite brachiale è un importante muscolo del braccio che origina con due capi (uno corto e uno lungo) dalla scapola per poi inserirsi con un tendine comune sulla tuberosità del radio.


Il capo lungo del bicipite (CLB) insieme ad altri muscoli come quelli della cuffia dei rotatori svolge una funzione molto importante nella stabilizzazione della spalla.

Problematiche relative al muscolo bicipite si hanno di solito in combinazione con altri problemi della spalla (patologia della cuffia dei rotatori, instabilità dell'articolazione scapolo-omerale). Infatti generalmente il tendine si infiamma insieme a quello del muscolo del sovraspinoso in seguito a microtraumi ripetuti nel tempo e/o a un sovraccarico funzionale in associazione magari a un gesto atletico scorretto.

Quando si alza il braccio sopra il livello della spalla, il CLB scivola e batte contro il legamento coraco acromiale, un ponte legamentoso fra acromion e calvicola. Questo conflitto ripetuto nel tempo per attività overhead (sopra la testa) sia lavorative che sportive (pallavolo, tennis, baseball, nuoto, etc) ne provoca l'infiammazione (tendinite). In alcuni casi si forma del fluido nella guaina del tendine sulla parte anteriore del braccio, causando tenosinovite. Con il passare del tempo l'infiammazione nei soggetti adulti, anziani o in certi sportivi può diventare cronica associandosi a una deposizione di sali di calcio che lesionano il tendine stesso favorendone la degenerazione.

Come si manifesta ?

La sintomatologia dell'infiammazione di solito comporta: dolore nella zona anteriore della spalla che aumenta quando si cerca di alzare il braccio, dolore notturno che può anche risvegliare dal sonno, dolore alla digitopressione del tendine, limitazioni al range di movimento del braccio, sensazione di calore e/o gonfiore in regione anteriore della spalla, sensazione di "punzecchiatura" nella parte superiore del braccio e debolezza muscolare della spalla e del braccio.

Come si diagnostica ?

La diagnosi è solitamente clinica e si basa su ispezione, palpazione, valutazione del ROM (range of motion) ma soprattutto mediante l'aiuto di test diagnostici specifici.

Una patologia del CLB può essere studiata anche mediante indagini strumentali come con l'esame ecografico, tomografia computerizzata (TC), risonanza magnetica (RM) etc.

Come trattarla ?

Il trattamento della tendinite del capo lungo del bicipite è sostanzialmente conservativo. Nella fase acuta il trattamento è finalizzato alla risoluzione dell'infiammazione e del dolore. Molto utile in questa fase è la terapia fisica quale laser ad alta potenza (Yag), la diatermia (tecarterapia), o l'ipertermia oltre che alle più tradizionali terapie strumentali come ultrasuono e ionoforesi.

Fra queste terapie molto efficace è la diatermia in quanto differentemente dalle altre terapie, che sono esogene (cioè il calore viene portato dall'esterno verso l'interno), è endogena. Infatti la tecarterapia, utilizzando un segnale elettromagnetico, stimola dall'interno la microcircolazione del tessuto biologico, con cui è a contatto, mediante due tipologie specifiche di elettrodi (capacitivo e resistivo) determinando un'attivazione metabolica del tessuto stesso.

Tale stimolazione determina una maggiore vascolarizzazione del tendine e quindi un maggiore apporto di ossigeno e sostanze nutritive al tessuto che può arrestare il processo di degenerazione o calcificazione del tendine, ma anche determinare il drenaggio di edema o sostanze di rifiuto e proinfiammatorie. Inoltre la tecarterapia agendo sul microcircolo ha anche come risultato una diminuzione del dolore, che spesso è molto invalidante nella prima fase della patologia.

Successivamente nella fase subacuta l'intervento fisioterapico si pone come obiettivi: il recupero dell'escursione articolare, del ritmo scapolo-omerale, della forza muscolare e stabilizzazione articolare e la prevenzione di recidive. Si imposta così un piano di trattamento individualizzato che prevede mobilizzazioni, chinesiterapia assistita anche con l'ausilio di bastoni, palle o resistenze come pesetti ed elastici.

L'importanza di questa fase viene spesso sottovalutata ma in realtà una volta risolta l'infiammazione mediante un piano di esercizi specifici personalizzati con il fisioterapista si deve cercare di ripristinare al meglio la funzionalità della spalla ed andare ad analizzare in modo accurato anche il gesto lavorativo o sportivo per evitare che la patologia si ripresenti.